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OBLIQUO

Pratiche estetiche di ascolto – I° Edizione

Esperienza collettiva di rinnovamento della vista attraverso l'ascolto al buio


5-6 Ottobre 2024 > Teatro Darìo Vittori di Montecelio > stagione 24/25 “IRRUZIONI” 


Habitat e direzione artistica Daniele Fedeli


Performer  Etra Fedeli, Federica Valentini, Andrea Stazi

MOTS - Mapping vocale degli spazi Phoebe Zeitgeist (Francesca Frigoli, Giuseppe Isgrò)

Sound Alberto Mancini


Immagine di locandina Marco Fine


Assistente organizzativa Federica Libretti


Evento sostenuto da Città di Guidonia Montecelio, Associazione Morti Lucretili, A.P.S. Piccolo Teatro dei Sassi


In collaborazione con Teatro Darìo Vittori di Montecelio, Clan del Gruppo Scout Montecelio 1, Assessorato alla cultura e assessorato ai servizi sociali del comune di Guidonia Montecelio 


Convivio di Rinnovamento collettivo offerto da Franco Sperandio, Siro Mattei, Caseificio La Quercia di Guidonia, Panificio - di Vicovaro



***



Concept artistico, politico, sociale


Obliquità: la nascita dell’esperienza


L’origine della parola latina «oblìquus» è da ricercare nel termine sanscrito «ling-âmi», piego. Da esso derivano tutta una serie di eccezioni terminologiche che ci conducono alla parola latina «oblìquus» o «oblìcuo». Essa è composta da «ob» verso, per e «lìquis» che significa piegato, torto, che può anche avere il senso di “volgere a traverso”.


Alla base dalla nostra proposta artistica di esperienza collettiva c’è un ragionamento sul concetto di obliquità, che da il titolo a questo progetto e che forma il senso concettuale dell’azione che proponiamo.

Per questo motivo l’artscape immaginato consiste in un percorso artistico collettivo che abbia come fuoco centrale non più la performance o lo spettacolo teatrale in sé, ma l’intera esperienza di attraversamento vissuta dai partecipanti. Essi saranno il fulcro, i protagonisti di questa azione artistica che è tale nel suo complesso di vissuto e non nella sua individualità esibizionistica.

In questo senso i luoghi, le percezioni, l’intero percorso verranno esperiti dai partecipanti in modo “obliquo”. Non più frontale, perpendicolare o parallelo alla proposta artistica, ma vivendolo come di taglio, di sbieco, come un passaggio attraverso.



Momenti di passaggio: le fasi dell’esperienza 


Sarà dato appuntamento ai partecipanti in Piazza San Giovanni Evangelista a Montecelio. Sarà assegnato a ciascuno di loro un Angelo-traghettatore, ovvero una persona ipovedente che li guiderà lungo tutto il percorso esperienza Ale.  

Il numero complessivo di partecipanti è di 40 totali: 20 Angeli-traghettatori e 20 spettatori.



L’esperienza può essere divisa idealmente in 4 momenti principali:


1) Pellegrinaggio attraverso via Santa Maria

2) Scoperta del Teatro Darìo Vittori nell’ascolto di MOTS - Mapping vocale degli spazi

3) Ascolto della performance JOAN - La sua chiara voce d’oro!

4) Convivio finale di rinnovamento collettivo



Nomadismo: la scoperta del luogo


Dopo essersi radunati in Piazza San Giovanni Evangelista a Montecelio, i partecipanti saranno bendati e assegnati ai rispettivi Angeli-traghettatori che li condurranno in un percorso di scoperta dei luoghi passando dapprima lungo via Santa Maria come in una specie di pellegrinaggio teatrale, guidati anche da un “cordone ombelicale” realizzato dal gruppo scout Montecelio 1, per arrivare poi all’interno della struttura del Teatro Darìo Vittori. 


In questo modo si valorizzerà la piazza principale e alcune strade del borgo in una azione di transumanza interna al paese come pellegrini esploratori del buio, creando così un’eco e un legame con il museo archeologico Rodolfo Lanciani dove è custodita la Triade capitolina ritrovata nel parco dell’Inviolata.


Nel percorso che faranno per raggiungere i luoghi adibiti all’ascolto, gli Angeli-traghettatori avranno il compito di guidare il partecipante assegnatogli in un percorso di scoperta del luogo che li sta accogliendo. Nel vegliare e accompagnare le persone, gli Angeli hanno il delicato compito di renderle sicure nell’affrontare la strada al buio. In questo modo ogni partecipante potrà iniziare ad esperire una condizione di vista e di conoscenza diversa da quella quotidiana, e sarà quindi introdotto un passo dopo l’altro alla pratica dell’ascolto al buio. Il ruolo dell’Angelo-traghettatore è anche quello di fare in modo che il partecipante affidatogli sia a suo agio nell’affrontare questa scoperta, cercando di condividere e fargli comprendere la sua condizione di vita quotidiana.

Avviene quindi un incontro umano e sociale tra l’Angelo-traghettatore ipovedente e il

partecipante.


Dunque, in questa prima traversata nomade, i partecipanti avranno modo di scoprire in una modalità differente il luogo che li accoglie, saggiamente guidati dagli Angeli-traghettatori. Tatto, olfatto e udito saranno quindi stimolati e nutriti. È una prima azione di nomadismo di scoperta – o riscoperta

– di uno spazio. Un nomadismo che disegna strade simboliche all’interno di un’architettura e restituisce un senso rinnovato alla storia di un luogo, permettendo alle persone di riconoscersi

intimamente in esso.



MOTS: mapping vocale degli spazi


Ad accompagnare la scoperta del Teatro Darìo Vittori sarà installata di sottofondo MOTS, operazione di voice recording e mapping vocale degli spazi. 

Il tema dei records sarà il testo teatrale Santa Giovanna dei Macelli di Bertold Brecht, essendo stato, il luogo, un mattatoio, prima di diventare un teatro.

Questo per creare una connessione ma anche una collisione tra spazi architettonici e arte, con l’obiettivo di far sprofondare i partecipanti in un luogo e in un tempo visionario e immaginale, lontano dal quotidiano e riscrivere ulteriormente gli spazi del teatro Vittori a partire dalla sua storia architettonica passata .



Pratiche estetiche di ascolto: la performance


Una volta esaurita la scoperta del luogo, le coppie Angelo/partecipante si avvieranno verso il luogo adibito per la performance che per questa prima edizione avrà lo stesso tema dell’operazione MOTS, ovvero il testo teatrale Santa Giovanna dei Macelli. JOAN - La sua chiara voce d’oro!, titolo della performance, sarà eseguita da Etra Fedeli (piccola Guest Star), Giuseppe - e Andrea Stazi.

La scelta del punto dove situarla deve essere precisa e specifica, unendo una fattibilità pratica e di sicurezza ad una valenza simbolica.


Nell’ascolto della performance musicale/poetica risiede il secondo punto focale di questa esperienza: l’ascolto al buio, bendati. La pratica dell’ascolto si rivela così pratica del vedere. L’atto del vedere nell’antica Grecia corrispondeva ad un atto di conoscenza, era legato all’atto del conoscere. La vista era conoscenza. Gli indovini, ad esempio, attraverso l’osservazione del volo degli uccelli prevedevano eventi futuri.

Nel nostro caso l’esperienza del sentire/conoscere attraverso il buio della vista dovrebbe generare nello spettatore-ascoltatore un vedere obliquo, trasversale, una conoscenza infima e profonda.

In un mondo dove le immagini proliferano, si confondono e ci aggrediscono come in una tempesta, l’esperienza offerta è quella di tuffarsi in un viaggio immaginale esclusivamente attraverso la pratica dell’ascolto al buio.


Spesso non esiste comunicazione tra le persone perché manca, forse, questo tipo di ascolto, questo diverso vedere.



Convivio finale di rinnovamento collettivo


Alla performance seguirà un banchetto come momento finale di convivio e confronto, organizzato usando il bellissimo spazio dell’ex lavatoio comunale di Montecelio.

Qui gli spettatori potranno scegliere se rimanere bendati, per esperire l’atto del mangiare ancora al buio, oppure se togliere le bende dagli occhi.

Pane, olio locale, pecorino e vino saranno il giusto e necessario alimento per dare linfa ad una vista rinata, rinnovata. Il rumore dell’acqua che scorre nelle vasche del lavatoio farà da sottofondo sonoro a questo convivio finale.



Spazi liquidi


Obliquo è un progetto ardito, nuovo e rivitalizzante per un luogo marginale e liminale come il comune di Guidonia Montecelio. È un progetto che ha bisogno di sostegno e di collaborazione per poter essere realizzato, un progetto importante perché caratterizzato da una triplice valenza: artistico-culturale, politica e sociale.

Un progetto che include nell’apparato organizzativo associazioni, enti e realtà territoriali nel tentativo profondo di tessere insieme nuove storie abitando spazi comunitari in un modo liquido. 


Abitando e nutrendo i luoghi, alimentiamo di nuova linfa la storia della collettività.

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